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DANNUNZIECO

 

Lo sporco, risultato dalla pulizia delle mura storiche del Vittoriale degli italiani con l’artista ecosocial Luca Gnizio, diventa arte.

Solo un eclettico come d’Annunzio avrebbe accettato di farsi realizzare arte e gioielli, non solo con un materiale di scarto, ma addirittura con lo sporco, spiega Gnizio.

 

 

L’impurità delle mura del Vittoriale degli italiani, altro non è che il tempo che è trascorso, periodi passati anche mentre d’annunzio era ancora nella dimora, ed è per questo che l’essenza e lo spirito del poeta diventano la materia per creare nuova arte e sensibilizzazione al riciclo.

 

Gnizio che dal 2009 anni studia come tradurre gli scarti delle aziende in arte e design, ha accolto la sfida del presidente Giordano Bruno Guerri, ed è così che per la prima volta delle opere fatte di sporco entrano in permanente nella famosa villa museo di Gabriele d’Annunzio.

Proprio perché stiamo parlando di essenza e spirito ovvero materie impalpabili, anche il viso stesso di Gabriele d’Annunzio lo vedremo soltanto in un unico momento prospettico.

 

Lo sporco tradotto in piani paralleli mostrerà a noi l’iconico profilo di d’Annunzio declinato in: DANNUNZIECO scultura

 

Come ogni famosa scultura di Gnizio, la figura della sedia non è un oggetto di design ma metafora, collegamento di un vocabolo semplice per esprimere ogni volta messaggi importanti. Cosi, in DannunziECO, la sedia diventa sorgente stessa del maestoso profilo dannunziano che potrà essere apprezzato soltanto da una prospettiva, sedendosi dentro l’opera si entrerà dentro lo spirito del Vittoriale.  

 

 

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